Migranti. Un patto che non convince

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Migranti. Un patto che non convince

Corriere del Ticino, Lunedì 10.12.2018

Il Global Compact, il patto delle Nazioni Unite sui migranti, spacca i governi (per ultimo quello belga) e al summit di Marrakech che si apre oggi ci saranno parecchie sedie vuote.

Tutto è pronto per la firma dell’accordo, non vincolante, fortemente voluto dall’ONU nel tentativo di dare una risposta globale al problema delle migrazioni. Ma il summit che doveva riunire i 190 Paesi firmatari del Patto adottato a luglio a New York, ha già parecchie defezioni, soprattutto europee.

I 27 dell’Unione, che avevano a lungo parlato di negoziati «a una sola voce», ora sono divisi: le misure previste, per molti Paesi, soprattutto dell’Est, sarebbero un’ingerenza nelle politiche nazionali. E a nulla è valso l’appello dell’Unione europea ai Paesi che hanno deciso di non partecipare.

I primi a defilarsi dal Patto, nel 2017, sono stati gli Stati Uniti. Poi, a luglio scorso, l’Ungheria del premier Vitkor Orban. Da qui in poi una serie di defezioni a cominciare dal gruppo di Visegrad: Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e poi ancora Austria, Bulgaria, Croazia, Israele e Australia. La Svizzera ha annunciato che non andrà al vertice in attesa di un pronunciamento del Parlamento.

Stessa posizione assunta dall’Italia, che pure aveva firmato il documento a New York, dove comunque l’argomento ha spaccato la maggioranza gialloverde. La Lega è in netto dissenso: il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si dice contrario perché, sostiene, il Patto metterebbe sullo stesso piano «i migranti cosiddetti economici e i rifugiati politici».

Il patto sui migranti ha provocato una crisi anche in Belgio. Il primo partito della coalizione, N-VA (l’Alleanza fiamminga di destra), ha ritirato i suoi ministri dal governo in contrasto con la decisione del premier Charles Michel di recarsi in Marocco per sottoscrivere l’intesa. L’N-VA chiedeva «perlomeno l’astensione sul patto». Michel ora dovrà guidare un governo di minoranza, in vista delle legislative fissate per maggio 2019.

Il documento del Global Compact, lungo 41 pagine, è stato negoziato per oltre 18 mesi e parla di immigrazione «disciplinata, sicura, regolare e responsabile», fissando 23 obiettivi da centrare.

Ma la sfida principale è quella di creare una rete internazionale per l’accoglienza di migranti e rifugiati. Si stima che siano 258 milioni i migranti in tutto il mondo, pari al 3,4% della popolazione totale.

Secondo le cifre fornite a luglio dal segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, dal 2000 ad oggi sarebbero morti in 60.000: in mare, nel deserto o altrove. Dopo la firma di Marrakech, il documento passerà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per un’ulteriore approvazione.