Premesse

Il 5 giugno 2016 il popolo svizzero ha approvato la revisione della legge sull’asilo, che rende più celeri ed eque le procedure, offrendo ai richiedenti l’asilo la possibilità di beneficiare gratuitamente di una consulenza sulla procedura d’asilo e di una rappresentanza legale quale misura accompagnatoria.

Il progetto promosso dalla Fondazione anticipa quanto avverrà nel 2019 quando entrerà in vigore la modifica della legge. La rete di tutela giuridica è già attiva e si avvale della collaborazione di una decina di avvocati e giuristi ticinesi, che offrono i loro servizi per minori non accompagnati e persone particolarmente vulnerabili.

Progetto

Gli avvocati e giuristi della rete assumono la consulenza giuridica e la rappresentanza legale delle persone richiedenti l’asilo e dei migranti, seguendo l’avvio delle pratiche necessarie e obbligatorie previste dalla legge per le richieste di permesso e/o di protezione internazionale.

Il progetto, avviato nel mese di gennaio 2016, si avvale della consulenza scientifica e della collaborazione di Denise Graf, giurista di Amnesty International e esperta in diritto d’asilo e Mario Amato, giurista e responsabile del Consultorio giuridico del Soccorso Operaio Svizzero in Ticino.

A fronte dell’impegno volontario degli/delle aderenti alla Rete, la Fondazione mette a loro disposizione strumenti e risorse adeguate all’acquisizione e al consolidamento di competenze specifiche in materia di diritto d’asilo; organizza riunioni periodiche di programmazione e verifica e occasioni di scambio con altri colleghi della rete; offre supervisione esterna da parte di esperti in materia; assume la responsabilità della gestione della rete di tutela giuridica e del coordinamento dei volontari e degli enti interessati; rimborsa le spese effettivamente sostenute e documentate per lo svolgimento delle prestazioni dei volontari.

Attività da settembre 2016       

 L’intensificarsi degli arrivi di migranti e minori non accompagnati alla stazione ferroviaria di Como, complici la stagione estiva e la chiusura di altri valichi alternativi, ha ulteriormente esasperato una situazione già critica. Gli accampamenti di fortuna nel parco antistante la stazione e la presenza di molti minori non accompagnati spesso oggetto di respingimenti arbitrari da parte delle guardie di confine svizzere, ha richiesto l’intervento sul campo del personale della Fondazione per verificare i possibili spazi di intervento della rete. In tale ambito sono stati allacciati rapporti di collaborazione con enti privati e organizzazioni di solidarietà sociale attivi nel comasco. In particolare è stata individuata nella parrocchia di San Martino a Rebbio la struttura di riferimento per avviare il servizio di consulenza e accompagnamento legale. L’attenzione della Fondazione si è concentrata prioritariamente su minori non accompagnati con parenti in Svizzera e persone particolarmente vulnerabili. L’attività messa in campo si articola in più fasi:

  1. il personale della Fondazione incontra i minori non accompagnati e procede ad una prima audizione per la raccolta di informazioni (viaggio, famiglia, motivi della richiesta d’asilo, ev. maltrattamenti subiti o ev rischi di per l’incolumità personale) e la verifica delle relazioni con familiari già in Svizzera (contatti telefonici e invio di documenti che attestino la presenza in Svizzera).
  2. Il personale della Fondazione istruisce i minori non accompagnati sull’iter procedurale e fornisce loro le procure degli avvocati della rete per il successivo accompagnamento legale.
  3. Il personale della Fondazione assiste i minori non accompagnati durante il passaggio alla frontiera e i primi controlli effettuati dalle guardie di confine. L’esperienza ha dimostrato come la presenza della Fondazione sia un elemento fondamentale per assicurare il corretto accesso dei richiedenti alla procedura d’asilo. In più occasioni si è reso infatti necessario l’intervento del personale della Fondazione e degli avvocati della rete per evitare respingimenti giudicati non conformi.
  4. Avviata la procedura d’asilo, i minori non accompagnati sono assistiti dagli avvocati e giuristi della rete nel corso delle due audizione previste (sulle generalità e federale) e in occasione di eventuali richieste di “diritto ad essere sentiti”. Il servizio di accompagnamento legale gode del riconoscimento della Segreteria di Stato della Migrazione (Sem) con la quale si è consolidata in questi mesi un’ottima collaborazione.
  5. Il personale della Fondazione, in collaborazione con gli avvocati e i giuristi della rete, monitora l’avanzamento della procedura d’asilo e ogni altra richiesta dei minori.