Capisaldi della politica d’asilo svizzera

 

  • I principi consacrati dal diritto internazionale costituiscono la base dell’asilo che la Svizzera concede a chiunque è minacciato o perseguitato in patria.
  • Alle persone bisognose d’assistenza, a causa della guerra o di una catastrofe, la Svizzera presta possibilmente immediato aiuto sul posto. Essa partecipa a iniziative della comunità internazionale, organizzate per proteggere o aiutare la popolazione indigente.
  • Se è impossibile portar soccorso nella regione disastrata a causa dei troppi pericoli, la Svizzera accoglie temporaneamente le persone bisognose.
  • Parallelamente il Consiglio federale mette in opera, d’intesa con altri Stati, misure efficaci per contrastare le cause della fuga o della migrazione forzata.

 

La procedura d’asilo serve a verificare se esiste un diritto alla protezione. Scopo della procedura d’asilo è verificare fra i richiedenti l’asilo appena arrivati quali hanno diritto all’asilo in base ai criteri suesposti. La maggior parte dei richiedenti l’asilo non sono profughi di guerra ma persone che cercano in Svizzera un posto migliore per vivere; poiché sanno di non poter altrimenti ottenere un permesso di entrata e di lavoro, cercano di insediarvisi con sotterfugi. Le autorità devono respingere al piú presto tali domande e far eseguire l’allontanamento della persona in causa. Domande d’asilo abusive e non abbastanza motivate vengono trattate prioritariamente. Le domande d’asilo vengono ora in gran parte evase nello spazio di tre mesi. Le domande di persone che hanno commesso reati in Svizzera o il cui comportamento dimostra che non hanno l’intenzione di integrarsi nella nostra società sono, quando possibile, trattate in tempi ancora più rapidi.

 

Principi politico-sociali nel settore dell’asilo

 

  • L’ente pubblico è politicamente responsabile delle persone che chiedono asilo e mette in opera quanto necessario per garantire la convivenza tra queste persone e gli altri membri del corpo sociale.
  • Le condizioni di vita offerte a chi chiede l’asilo sono conformi ai valori che reggono la nostra vita sociale e politica.
  • Anche se la domanda non verrà accettata, il periodo trascorso dal richiedente l’asilo nel nostro paese dev’essere per lui l’occasione di riprendere fiducia in sé stesso e acquisire competenze e conoscenze utili a rifarsi una vita al suo ritorno in patria.
  • Non appena viene riconosciuto a una persona lo statuto di rifugiato si deve promuovere la sua rapida integrazione.
  • I richiedenti l’asilo, anche se temporaneamente ammessi, non devono vivere ai margini della nostra società bensì poter godere di scambi e contatti col paese d’accoglienza.

 

Lo sconcerto che ha invaso la comunità internazionale al termine della Seconda Guerra mondiale per la scoperta degli orrendi crimini perpetrati, ha indotto gli Stati a sottoscrivere nel 1951, in Svizzera, una convenzione sulla protezione delle persone: è la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, grazie alla quale singole persone o gruppi di persone hanno diritto a essere protette contro la repressione politica, le persecuzioni, la violenza e il razzismo. Essa stabilisce chi può considerarsi rifugiato e quindi avvalersi della protezione degli Stati firmatari; vieta inoltre il rinvio di un profugo in uno Stato dove è esposto ai pericoli citati. Questo divieto di respingimento è stato poi esteso a chi corre il rischio di subire torture o trattamenti inumani.