Associazioni in Ticino

 

Sotto la ragione sociale “SOS Ticino” è costituita un’associazione ai sensi dell’art. 60 e segg. del Codice Civile svizzero con sede sociale a Lugano.

SOS Ticino è un’organizzazione umanitaria che si impegna nella promozione della giustizia sociale, politica ed economica e sostiene l’autodeterminazione e il rispetto dei diritti umani, operando nei contesti di emarginazione e povertà.

A tal fine SOS Ticino sostiene le persone culturalmente, economicamente e socialmente sfavorite, offre assistenza e consulenza ai migranti affinché siano loro riconosciuti i diritti derivanti dalla legge e dalle convenzioni internazionali, elabora e propone progetti di integrazione e lotta contro ogni forma di discriminazione.

SOS Ticino non persegue fini di lucro.

L’adesione a SOS Ticino è aperta a chiunque ne condivida gli obiettivi e sia interessato a collaborare al raggiungimento dei suoi scopi. L’associazione si compone di membri collettivi e individuali.

Tra i membri fondatori figurano l’Unione sindacale svizzera Ticino-Moesa e il Partito socialista Sezione ticinese del PSS.

Nell’ambito della migrazione SOS Ticino si occupa del sostegno alla popolazione migrante, in particolare dell’accompagnamento alle persone che vivono nel nostro cantone e che fanno riferimento alla politica d’asilo: richiedenti l’asilo, rifugiati riconosciuti, persone a statuto precario. SOS Ticino si impegna ad accogliere e accompagnare i migranti sul piano giuridico, sociale e sanitario con un’offerta capillare e ad ampio raggio di servizi e progetti. Si attiva inoltre nella promozione dell’integrazione nella nostra società di coloro che rimarranno per un lungo periodo o per tutta la loro vita in Svizzera, costruendo qui il futuro loro e dei loro figli.

A chi si rivolge:

Il Servizio richiedenti l’asilo, con sedi a Bellinzona, Locarno, Lugano, è stato istituito nel 1990 su mandato dell’allora Dipartimento delle Opere Sociali, che ha affidato al SOS il compito di assistere i richiedenti l’asilo (permessi N) e gli ammessi provvisori (permessi F) che vivono fuori dai centri di accoglienza.

Obiettivi:

L’obiettivo principale, dettato dalla solidarietà, è quello di accrescere, pur nei limiti imposti dalle ordinanze federali, le possibilità di accoglienza e di adattamento ai vari contesti locali (economici, civili, urbani, ecc.).

Funzioni:

Il servizio ha caratteristiche polifunzionali: ricerca di alloggio e di lavoro, intermediazione con servizi e istituzioni (scolastici, sanitari, immigrazione), ecc.

I nostri operatori lavorano in rete con gli altri servizi esistenti sul territorio, con l’obiettivo di inserire gli utenti nella nostra realtà sociale fintanto che la procedura d’asilo a loro carico non sia conclusa.

Il SOS funge dunque da ponte tra i richiedenti e il territorio per rendere il loro soggiorno in Svizzera dignitoso e aiutarli a ritrovare un senso e un progetto di vita.

Il Servizio Rifugiati del SOS-Ticino si occupa della consulenza e dell’accompagnamento sociale dei migranti che ottengono lo statuto di rifugiati riconosciuti in Svizzera. Il servizio svolge una funzione di sostegno al processo integrazione nel territorio ticinese per persone che, non potendo molto probabilmente mai più essere cittadini del loro Paese d’origine, sono costrette trovare un nuovo senso di vita nel Paese che li ha accolti.

Questo processo d’integrazione passa attraverso un accompagnamento che renda il rifugiato indipendente nel disbrigo delle pratiche quotidiane relative ad ambiti quali la cassa malati, il sistema sociosanitario, la legge sull’alloggio, le assicurazioni sociali, la legge sui permessi, l’assistenza sociale, la ricerca di lavoro.

Al di là della funzione di supporto per il disbrigo delle pratiche quotidiane, esiste però per molti rifugiati la necessità di un accompagnamento più specificamente psico-sociale. Molto spesso, dietro le richieste di aiuto che toccano gli ambiti citati, si celano malesseri, crisi identitarie, fenomeni di marginalizzazione. Occorre infatti notare come il gruppo sociale dei rifugiati riconosciuti sia più di altri affetto da problemi di tipo psichico, fisico e di esclusione sociale. Una delle cause principali di questi problemi è senz’altro la persecuzione subita da questa persone nei loro Paesi d’origine (violenza psichica e fisica da parte della autorità, tortura, traumi di guerra, ecc.). Ci si confronta quindi con persone la cui identità personale e sociale è stata annullata dai regimi vigenti nei loro Paesi, persone costrette a ricostruirsi un nuovo progetto di vita nel Canton Ticino e a trovare una nuova identità.

Dal mese di Aprile del 1994 il Consultorio giuridico di SOS Ticino offre consulenza giuridica e rappresentanza legale a richiedenti asilo attribuiti al Cantone Ticino. Dal 1998 la consulenza e la rappresentanza legale è stata estesa a tutti i migranti confrontati con problematiche legate all’ottenimento e al rinnovo di permessi di soggiorno. Dal 2001 il progetto è stato ulteriormente esteso con l’apertura, a Chiasso, dell’Antenna Profughi, che si occupa prevalentemente di richiedenti asilo ospiti del Centro di registrazione.

Il progetto si rivolge a tutti gli operatori dei servizi sociali, scolastici e medico-sanitari (assistenti sociali, educatori, docenti, infermieri, medici, ecc.) che hanno problemi di comunicazione linguistica e di comprensione interculturale con la popolazione immigrata nel Canton Ticino. Il progetto si rivolge a tutti gli immigrati che hanno problemi di comunicazione linguistica e di comprensione interculturale nell’ambito del loro accesso ai servizi sociali, scolastici e medico-sanitari del Canton Ticino.

La Confederazione, per il tramite dell’Ufficio federale della migrazione, sostiene e riconosce per il Canton Ticino l’Agenzia DERMAN quale progetto responsabile del collocamento degli interpreti presso i servizi sociali, medico-sanitari e scolastici del Cantone. L’Agenzia viene inoltre sostenuta dalle autorità cantonali per il tramite della Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri e la lotta contro il razzismo.

Secondo le direttive federali e cantonali, gli interventi di interpretariato e mediazione sono a carico del servizio che ne fa richiesta.

A sostegno degli Operatori di sede del Servizio richiedenti l’asilo; collaboriamo nella ricerca, nell’allestimento, nella manutenzione ordinaria degli appartamenti privati attribuiti ai richiedenti l’asilo.

Verifichiamo lo stato degli appartamenti, pianifichiamo gli interventi necessari, redigiamo i verbali d’entrata e d’uscita, intratteniamo rapporti collaborativi con i vari uffici e le amministrazioni degli stabili.

Ci occupiamo del trasloco e trasporto dei richiedenti l’asilo, dai centri Croce Rossa ai loro appartamenti assegnati in tutto il Ticino.

L’audizione approfondita durante la quale i richiedenti l’asilo espongono i motivi che li hanno costretti a fuggire dal loro paese e a chiedere protezione in Svizzera costituisce la fase più importante e delicata della procedura d’asilo. L’art. 30 della legge sull’asilo prevede la presenza di un rappresentante di un’opera assistenziale (ROA) durante l’audizione per garantire che la procedura si svolga in modo corretto e nel rispetto di tutti i partecipanti.

In Ticino le audizioni si svolgono al Centro di registrazione e procedura a Chiasso gestito dall’Ufficio federale delle migrazioni. Attualmente sono impegnati una quindicina di ROA. La coordinatrice, in collaborazione con l’OSAR, è responsabile dei corsi di formazione e di aggiornamento sulla procedura d’asilo e sulla situazione dei diritti umani nei paesi di provenienza dei richiedenti l’asilo. Inoltre coordina le audizioni garantendo la presenza di un rappresentante a ogni audizione. SOS Ticino opera nell’ambito del mandato conferito dall’Ufficio federale della migrazione alle opere assistenziali.

  • Programmi Occupazionali per i richiedenti l’asilo
  • Corsi di informatica
  • Sport

 

Inserimento, accompagnamento e gestione finanziaria (anticipi e fatturazione) dei richiedenti l’asilo con permesso “N” in attesa di decisione UFM nei vari programmi.

Organizzazione e partecipazione alle manifestazioni sportive

L’attività lavorativa e l’apprendimento della lingua locale sono due delle premesse fondamentali per contribuire all’inserimento sociale e professionale per i richiedenti l’asilo la cui procedura è ancora in corso (Permesso N).

I richiedenti l’asilo possono partecipare ai programmi occupazionali se sono residenti da almeno tre mesi in Svizzera (fa stato la data d’entrata, registrata dall’Ufficio federale della migrazione) e abitano negli appartamenti gestiti dalla nostra associazione.

Il servizio si rivolge a persone straniere con ammissione provvisoria (permesso F) e con statuto di rifugiato riconosciuto (permessi F e B) inetà attiva. Le persone in possesso degli statuti elencati sono autorizzate ad esercitare un’attività lucrativa.

Fondata il 17 giugno 1936, l’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati (OSAR) è l’associazione mantello delle opere di soccorso attive nel settore dell’asilo.

L’OSAR è un’organizzazione indipendente dal punto di vista politico e confessionale.

Uno dei suoi compiti è di analizzare la situazione nei paesi di provenienza dei richiedenti l’asilo e di comunicare le sue conclusioni agli uffici di consulenza giuridici per i rifugiati.

Su incarico della Confederazione gestisce un credito federale per dei progetti di integrazione destinati a quelle persone a cui è stato riconosciuto lo statuto di rifugiato

 

Il servizio è destinato all’assistenza delle persone che provengono dall’estero e che si rivolgono alla Svizzera per ottenere l’asilo.La gestione dei due centri collettivi è regolamentata da un mandato cantonale.

In particolare il centro di:

  • Paradiso ospita RA in possesso di un permesso “N”, ossia persone straniere che sono in attesa di una risposta alla loro domanda d’asilo;
  • Cadro ospita RA in attesa di lasciare il territorio svizzero. Queste persone hanno ricevuto una decisione negativa alla loro domanda d’asilo (NEM – non entrata in materia o TPS – un termine di partenza definitivo).

Durante la permanenza nelle strutture collettive, i RA beneficiano dell’alloggio, del sostentamento, di una presa a carico sociale e sanitaria; per chi invece deve lasciare la Svizzera vengono inoltre fornite consulenze e sostegno in merito al rimpatrio e all’attuazione dell’allontanamento.

La Croce Rossa in Canton Ticino ha gestito in passato 16 centri che poi negli anni sono stati smantellati (ciò è avvenuto principalmente per due motivi: per gli eccessivi costi e perché si è ritenuto che l’allocazione in appartamenti privati favorisse l’integrazione sociale).

Il Servizio di consulenza alla partenza, gestito su mandato cantonale, ha il compito di informare richiedenti l’asilo e gli stranieri sulle partenze volontarie dalla Svizzera e di sostenere queste persone nell’ottenimento dei documenti e nell’organizzazione del viaggio.

Ogni caso è valutato singolarmente e, a dipendenza dello statuto della persona, essa potrà beneficiare di sostegni istituzionali (viatico, medicamenti di urgenza, reinserimento professionale nel paese di origine).

Inoltre, il Progetto “Detenzione” di CRS mira a sostenere i detenuti che si trovano nelle carceri penale e amministrativo per accelerare il loro rientro in patria.